CLASSE: dalla 5^ primaria, adattabile.
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO: Legge e comprende testi di vario tipo, continui e non continui, ne individua il senso globale e le informazioni principali, utilizzando strategie di lettura adeguate agli scopi. Riflette sui testi propri e altrui per cogliere regolarità morfosintattiche e caratteristiche del lessico.
OBIETTIVI PER L’APPRENDIMENTO:
– Conoscere i principali meccanismi di formazione delle parole (parole semplici, derivate,
composte).
– Comprendere le principali relazioni di significato tra le parole (somiglianze, differenze,
appartenenza a un campo semantico).
– Riconoscere la struttura del nucleo della frase semplice (la cosiddetta frase minima):
predicato, soggetto, altri elementi richiesti dal verbo.
– Riconoscere in una frase o in un testo le parti del discorso, o categorie lessicali, riconoscerne
i principali tratti grammaticali; riconoscere le congiunzioni di uso più frequente (come e,
ma, infatti, perché, quando).
– Conoscere le fondamentali convenzioni ortografiche e servirsi di questa conoscenza per
rivedere la propria produzione scritta e correggere eventuali errori
Spesso i bambini hanno difficoltà a riconoscere gli elementi della frase e quindi ho pensato a dei giochi con cui insistere e fare esercizio, al fine di far loro interiorizzare alcune cose.
GIOCO 1: GIRA LA DOMANDA
I bambini si dispongono a cerchio, uno si mette in mezzo e ad ogni turno deve indicare chi deve rispondere alla sua domanda, se risponde correttamente prende un punto, se sbaglia non prende nulla. Il primo che arriva a 3 (a seconda di quanti bambini giocano si aggiusta il numero, in modo da dare a tutti buone probabilità di dare il cambio) passa al centro.
Le domande possono essere più semplici o più complesse come ad esempio:
– GATTO che cos’è? (la risposta dovrebbe essere nome comune di animale, m. s., concreto)
– VOLARE che cos’è?
– se io dico LA CASA E’ PICCOLA, LA CASA CHE COS’E’?
E così via… Naturalmente si possono concordare con i bambini le domande a seconda di cosa si è fatto; si può decidere di dare mezzo punto a chi dà una risposta incompleta oppure stabilire un “controllore” per la correzione ad ogni turno che prende punti se corregge adeguatamente.
GIOCO 2: LA SFIDA
Sembra una banalità ma trasformare una sorta di interrogazione in una sfida a chi risponde prima, rende tutto più accattivante, tutti pronti a dare la risposta e a mettersi in gioco.
GIOCO 3: LA STORIA
Questo è più complesso ma dà molta soddisfazione, si deve giocare in piccoli gruppetti.
Ciascun bambino ha in mano un foglio e deve scrivere quanto viene detto dalla maestra, piegare e passare al compagno, come nel disegno.

Il compito dell’insegnante sarà di chiedere delle sequenze che permettano, una volta srotolata la pergamena, di leggere una breve storiella.
Un esempio di indicazioni potrebbe essere:
– scrivi un nome proprio di persona, piega e passa al compagno;
– scrivi un verbo transitivo, 3^ pers. s.
– scrivi un complemento oggetto.
– scrivi un complemento di luogo.
– Scrivi un complemento di compagnia.
– Scrivi un complemento di causa.
