CLASSE: 1^ e 2^, ultimo anno scuola dell’infanzia.
TRAGUARDI PER LO SVILUPPO: l’alunno rielabora le immagini in modo creativo con molteplici tecniche.
OBIETTIVI DI APPRENDIMENTO: elaborare creativamente produzioni personali e autentiche per esprimere sensazioni ed emozioni.

Leggendo un libro ispirato a Munari ho pensato ad un percorso sugli alberi e le quattro stagioni, cercando di utilizzare per ciascuno delle tecniche diverse e ancorandovi, laddove possibile, altri argomenti.
Nel libro “Alberi disegnati dai bambini”, si spiega come una volta proposto loro di disegnare un albero e di confrontarlo con la realtà, si accorgano da soli che ci sono poche somiglianze: l’albero, in natura, è molto complesso rispetto a l’immagine primordiale che loro tracciano; per renderlo più veritiero, però, è sufficiente tracciare 4 linee che formeranno il tronco e che si allungheranno fino a livello della chioma, dove si divideranno in due. Ciascun ramo che si formerà, a sua volta, si dividerà in due (vedi figura)

Primo step: ho chiesto ai bambini di disegnare un albero e poi di confrontarlo con quello che vedevano dalla finestra: si sono accorti che non ci assomigliava molto, abbiamo discusso su come poterlo migliorare e ho quindi presentato loro la tecnica di Munari; ci siamo divertiti a disegnarne degli altri.
Ho colto l’occasione per inserire un’attività di scoperta dei colori secondari: disegnato il tronco, ho dato ciascuno un piattino con della tempera gialla, rossa e blu e un cottonfioc con cui realizzare, tamponando, le foglie. Molto spontaneamente hanno mescolato tra loro i colori e i si sono accorti del cambiamento. Oltre ad aver realizzato dei bellissimi alberi abbiamo avviato una riflessione sui colori secondari.
A questo ho aggiunto una parte di frottage: abbiamo raccolto foglie di diverso genere in giardino e ci siamo divertiti a ripassarle nel foglio. Per chi non conoscesse la tecnica è quella che permette di mettere sotto ad un foglio un materiale e colorando a matita la superficie del foglio su cui questo poggia, di rifletterne la texture.
Ho poi collegato quest’attività a una di tecnologia sulla scoperta dei materiali.
Ho collegato questa parte a Escher e abbiamo realizzato un cartellone con una foglia autunnale per ciascun bambino e ci siamo divertiti a incastrarle come un puzzle (quest’attività la spiegherò meglio nell’articolo Escher e le foglie)

Secondo step: A questo punto, seguendo questa tecnica abbiamo sperimentato l’utiilizzo del filo di lana, il quale, se pettinato, permette di raggiungere lo stesso effetto (idea presa da “Saremo alberi”)

Ognuno ha prodotto il proprio e abbiamo aggiunto l’ovatta per renderlo “un albero a Natale”, calandoci questa volta nel tema “inverno” e riflettendo su che cosa ci sia di caratteristico in quel periodo.
Domande utili da porre possono essere: “ci sono i fiori sugli alberi in inverno?” “fa caldo?” “si vede l’erba?” “da che cosa può essere ricoperto il terreno?”

Terzo step: l’albero a primavera. Dopo una riflessione guidata sugli alberi a primavera, cosa cosa cambia e che cosa succede, aiutata anche dalla lettura del libro “L’albero vanitoso”, abbiamo cercato di ricreare il tronco e i rami ritagliando la carta crespa marrone, mentre, abbiamo accartocciato quella colorata per ricreare i fiori.

Quarto step: l’albero in estate. Ci siamo interrogati su come potessero essere gli alberi in estate, abbiamo guardato nel web varie immagini e cercato di individuare quali fossero gli alberi appartenenti a questa categoria. Se non ci fosse stato un vincolo causa covid, avrei fatto disegnare loro questo albero soffiando il colore dalla cannuccia per creare i rami, ma non potendo ho deciso di far colorare loro il tronco utilizzando le dita, mentre per la chioma, intingendo un tappo di sughero nella tempera. Ognuno si è poi divertito nella personalizzazione dello sfondo a proprio piacimento.

Come faccio a lavorare con la tempera in classe con tanti bambini?
Non avendo mai a disposizione la compresenza nelle mie ore di arte, ho trovato utile pensare ad attività complementari: mentre un piccolo gruppo lavora con me e utilizza la tempera, gli altri si occupano di creare un “progetto” di ciò che creeranno dopo a matita, sperimentano il tratto e le figure che vorranno poi rappresentare o disegnano un fac-simile sul quaderno. In questo modo il vantaggio è duplice: da un lato si riesce a gestire meglio un lavoro impegnativo e di fornire le attenzioni adeguate a ciascuno, correggendo la tecnica ed evitando che presi dall’euforia combinino pasticci con i compagni; dall’altro, ciascun bambino ha modo di perfezionare il proprio disegno e decidere che cosa disegnare o meno: d’altronde è la tecnica utilizzata anche dai vari artisti!

Come posso VALUTARE questo percorso?
Oltre alla valutazione in itinere per cui io suggerirei una tabella di osservazione, in cui posso registrare per ciascun bambino il livello per ogni elemento, al termine del percorso si può suggerire loro di produrre un qualcosa che rispetti l’obiettivo preposto, (ossia: “elaborare creativamente produzioni personali e autentiche per esprimere sensazioni ed emozioni”) e al contempo si discosti dalle produzioni svolte. Non bisogna dimenticare che stiamo parlando di bambini piccoli e a cui è preferibile dare indicazioni concrete in questo caso: a mio parere, potrebbe essere utile mettere a disposizione i colori e i materiali utilizzati nel percorso e a piccoli gruppi chiedere loro di disegnare il loro animale preferito, per esempio.

Elementi da considerare potrebbero essere:
– rappresenta qualcosa di personale, senza sbirciare dai compagni (o ne prende ispirazione rielaborandolo a modo proprio);
– utilizza tecniche diverse per esprimere aspetti del disegno (ricordiamoci che è utile in questo caso chiedere loro di spiegare che cosa hanno disegnato).

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